Forever Lost

Ogni qualvolta mi perdo dietro di te, di voi e conseguenti manie depressive. Ogni volta comincio a scrivere dell'infinità che c'è dietro, dell'impossibilità di perderla per la via. Ogni volta mi chiedo come accade, come posso farcela a non smollicarmi per strada. Ogni volta qui mi ritrovo. E da qui mi perdo.

lunedì 21 febbraio 2011

comparazione da film: tra tutto quello e tutto quello che la realtà.

Accade nei film, accade a me, spesso, ora più che mai.
Non so se si ha presente, la comparazione ad inquadratura separata: da una parte la aspettative, dall'altra la realtà (500 days of summer, non faccio il vago).
Qui da una parte l'audacia ingigantisce le aspettative e la realtà è molto più brutale e appiccicosa che nei film, sì, non riesci a scrollartela via, ti segue, puoi fare tutto ma non cambieresti d'una virgola. comincio a credere che non servirebbe neanche staccarsi via pezzi per riuscire a mandarne via un po'. ma è tutto da verificare ancora.
non mi apparterrà mai, questa realtà che vede molti di voi -con mia somma invidia- muoversi e giocare così bene, lei non mi ha ed io non ho lei con la semplicità che c'è nella violenza più atroce. rispondere alla violenza con altrettanta spontaneità ed efficacia, al mondo stesso. è possibile? sì, solamente in un modo, estremo.
vorrei raggiungere l'estremo e vedere com'è, sentire cos'è, per giocarmi tutto o niente. che di niente sto parlando. dell'estremo vuoto lasciato da vuoti, del silenzio, quello nn piacevole. del rumore che fanno i denti stretti. del rumore che fa un corpo che cade a terra. restando fermo dov'è.

2 commenti:

  1. Neraecristallo5 marzo 2011 02:25

    Quello che gli altri chiamano realtà, mi appare immaginario. (H. Böll)

    RispondiElimina
  2. ...e non si riesce a prenderne parte, un vetro spesso una vita si interpone tra.

    RispondiElimina