Forever Lost

Ogni qualvolta mi perdo dietro di te, di voi e conseguenti manie depressive. Ogni volta comincio a scrivere dell'infinità che c'è dietro, dell'impossibilità di perderla per la via. Ogni volta mi chiedo come accade, come posso farcela a non smollicarmi per strada. Ogni volta qui mi ritrovo. E da qui mi perdo.

venerdì 12 febbraio 2010

Chissà se i morti usano internet.

Mi sono chiesto per molto tempo cosa avessero certi individui, le loro facce. Capitava che non riuscissi ad odiarli o semplicemente nella mia mente facevano breccia come cannonate, posizionandosi lì dove si posizionerebbe una carezza.
Facce grandi, capelli nerissimi in acconciature molto italo-americane. baffi. Me lo sono chiesto, ma con altrettanta velocità mi sono fatto passare l'entusiasmo e la ricerca di risposta.
Ieri la folgorazione banale: assomigliano tutte a quella faccia che è di mio nonno, la stessa faccia che è talmente sbiadita da poter essere confusa con qualsiasi altro ricordo. la sensazione di quella faccia, quella no. sta qui e lì.
Mio nonno è l'unico defunto per il quale riesco ancora a piangere, per il quale è impossible non nutrire rispetto e ammirazione anche "sei piedi sotto".
Un morto capace di essere stimato, tutt'ora, compianto e rimpianto. sono sicuro che lui adesso ci sarebbe stato. considerazione poco rischiosa.
Lo ricordo con buste della spesa più grosse ed alte dei suoi 180 cm - più o meno,- lo ricordo in macchina e avvolto in una nube grigia di pareti e fumo colpevoli di averlo ucciso. uccidendo la mia famiglia. ecco, sì, la mia famiglia credo sia morta lì.

Se anche avessero internet credo che lui non ne avrebbe familiarità. farebbe altro.

Nessun commento:

Posta un commento